Le migliori strategie del poker

Prima di partecipare e fare la prima puntata reale ad un torneo di texas hold'em è importanto valutare con chiarezza e responsabilità gli obiettivi che vogliamo prefiggerci. Ciò che che ci dobbiamo chiedere è se abbiamo la capacità economica per fare fronte alla spesa del buy in, al costo di iscrizione del torneo.

Sono diverse le teorie che fanno riferimento a questo argomento, ma se vogliamo avere una risposta adatta a quelle che sono le nostre caratteristiche dobbiamo fare i conti con il nostro portafoglio, il nostro bank roll.

Il bank roll è quella parte delle nostre finanze che possiamo impiegare, investire, spendere per la nostra passione, il poker. L'errore più grande che un giocatore in erba può commettere, è sicuramente quello di spendere dei soldi per una quota di iscrizione ad un torneo che non ci si può permettere. Ma quali sono i parametri che ci servono per capire fino a quale cifra possiamo investire? Molti giocatori esperti consigliano di iscriversi a tornei che hanno un costo non superiore a un centesimo della nostra capacità di spesa.

Ad esempio, se un torneo ha un costo di iscrizione pari a 50 euro, il nostro bank roll deve essere di almeno 5.000 euro, solo in questo modo avremo la possibilità di giocare con tranquillità le nostre carte e potremo non farci prendere dal panico in caso di una scelta difficile che prima o poi si presenterà nel cammino della nostra competizione.

Molti di voi avranno subito pensato che all'interno dei Casinò è molto difficile trovare tornei che costino quella cifra: solitamente il buy in minimo per un torneo parte dai 200/300 euro, per cui, secondo quello che abbiamo appena scritto, se moltiplichiamo per 100 quel costo di iscrizione, dovremmo avere un bank roll di tutto rispetto per poter partecipare. Ma a questo piccolo problema possiamo dare almeno due "dritte".

La prima è senz'altro quella della partecipazione ai satelliti. I satelliti sono dei tornei speciali dal costo ridotto che hanno la peculiarità di non distribuire soldi ai vincitori, ma solo ed esclusivamente dei "ticket", dei posti a tornei maggiori dal buy in spesso inaccessibile per i comuni mortali. Questo tipo di tornei ha solitamente una struttura "turbo" con poche chips di partenza e una durata di bui piuttosto snella e veloce, per cui dovremo fare attenzione a giocare in modo aggressivo.

I satelliti possiamo giocarli sia live (solitamente vengono organizzati qualche giorno prima della data del torneo per il quale fanno riferimento), sia online, sovente sulle poker room che sponsorizzano l'evento live.

La seconda è invece quella di cercare all'interno dei Casinò i famosi tornei "settimanali" che hanno un costo molto ridotto e permettono una giocabilità tutto sommato adeguata rispetto a quella che è la spesa effettuata per parteciparvi.

Una volta ottenuto il passaggio per un "main event", un torneo con un adeguato numero di chips e una giocabilità che possa permettere a tutti di scegliere la tattica più adatta al nostro modo di affrontarlo, dobbiamo cominciare a pensare al giorno in cui ci accomoderemo al tavolo e cominceremo a "spillare" le nostre due carte.

Come comportarsi durante le ore che precedono il torneo? Beh, sicuramente la notte prima del primo giorno è consigliabile non andare a letto tardissimo, solitamente un torneo importante dura almeno due giorni, perciò è sempre meglio presentarsi freschi e riposati fin dalle prime battute per non commettere errori dettati dalla stanchezza o dalla disattenzione. Questi tornei iniziano spesso nel primo pomeriggio, per cui è consigliabile un'alimentazione piuttosto leggera, molte frutta e verdura all'ora di pranzo e magari della carne bianca, non riempitevi di carboidrati e intingoli vari, servirebbero solo ad appesantirvi nella pancia e nei pensieri. Un consiglio, casomai, è quello di portarvi dietro magari un frutto, o una carota, per far fronte ad improvvise crisi di fame che possono sempre farsi vive durante il gioco.

Ora passiamo alle mere tecniche di gioco.Prendiamo come punto di riferimento uno dei tornei più giocabili del panorama pokeristico nazionale come un MINI IPT con 15.000 chips iniziali e un'ora di durata blinds per ogni livello. Come avrete capito questo tipo di struttura soddisfa tutti i tipi di giocatori e permette ai giocatori di adottare la tattica che ognuno di essi preferisce. Rivolgendoci a una platea di persone che non gioca da tantissimo tempo proviamo a dare qualche consiglio sulla parte iniziale del torneo.

Data la poca esperienza è necessario "prendere confidenza" con il tavolo, è necessario studiarlo, fare conoscenza coi nostri avversari, studiarne i movimenti, ascoltare quello che hanno da dirci. Ogni informazione che riusciamo a ricavare dai nostri avversari può essere utile ai fini della competizione. Osserviamoli, anche nell'aspetto. Mike Caro, uno dei geni della psicologia del poker, consiglia di guardare gli avversari ancora prima che si mettano a giocare. Il loro abbigliamento può darci già le prime informazioni. Un giocatore trasandato, poco elegante, può darci l'idea di essere piuttosto aggressivo, un altro un po' più curato, avrà probabilmente un atteggiamento meno rischioso al tavolo, più tight. Naturalmente queste informazioni prendiamole con le pinze e testiamole sul campo, diamo seguito alle nostre impressioni verificandole durante il gioco.

Il gioco. Ecco il gioco. Come già detto in precedenza ognuno ha la possibilità di affrontare il torneo con la tattica che più gli fa piacere intraprendere, ma chi non è dotato di una grande esperienza è meglio che tenga presente alcune cose.

E' sempre consigliabile partire con un atteggiamento poco aggressivo. Tenere il piatto basso deve essere sempre una prerogativa dei primi livelli, per tutta una serie di ragioni. Innanzitutto non serve spingere per piatti di poco conto: rischiamo di perdere tante chips per acquisirne davvero poche, non serve rubare i bui nei primi livelli con mani marginali, per cui è necessario entrare in pochi piatti con mani piuttosto pesanti, che possano darci una certa tranquillità durante flop, turn e river: avremo tutto il tempo per cambiare marcia e provare a dominare il tavolo.

Utilizziamo i primi tre livelli per osservare il gioco dei nostri avversari: cerchiamo di tenerci a galla, possibilmente in average, nella media delle chips del torneo, non è necessario mettere a repentaglio buona parte del nostro stack con mosse azzardate che possono solo danneggiarci. Sarà sufficiente acquisire qualche piattino ogni tanto per rimanere quanto meno in posta iniziale prima che i bui comincino a diventare di una certa entità.

Intorno al quarto livello, anche grazie all'immagine piuttosto chiusa che abbiamo fornito ai nostri avversari, è consigliabile aprire un po' di più il range delle mani con cui entriamo in gioco. Proviamo a farci rispettare un pò di più: non diamo la sensazione che il nostro grande buio sia terreno di conquista troppo semplice. Proviamo ad aprire di posizione anche con mani come i connectors (tipo 7-8 off o, meglio, dello stesso seme), cominciamo a giocare più contro i giocatori e meno facendo riferimento alle nostre carte. Prendiamo di mira i bui dei giocatori più chiusi e magari tentiamo anche qualche bel bluff se posizione e comportamento degli avversari ce lo consentono.

Se le cose sono andate bene fino al decimo/undicesimo livello, vorrà dire che siamo alla soglia dei premi, la cosiddetta "zona bolla". In questi momenti il consiglio ideale è quello di aggredire in modo piuttosto asfissiante il tavolo. Qui entra in gioco uno dei parametri cui abbiamo fatto cenno all'inizio di questa piccola lezione: il bank roll. Se stiamo giocando senza la paura di perdere il nostro buy in e di uscire dal torneo, sarà molto più facile per noi provare ad azzardare qualche mossa in più per impaurire i giocatori che invece stanno giocando con il terrore di uscire in bolla. Molti players esperti sanno utilizzare questo momento per portare a casa il maggior numero di chips e preparare l'attacco finale alla vittoria. Chi sa giocare questa parte di torneo ha una buona possibilità di costruire uno stack che potrà portare intatto fino al tavolo finale. E' risaputo infatti, che una volta scoppiata la bolla e con tutti i giocatori rimasti a premio, i più corti sono propensi a mandare tutte le loro chips ed è più facile che si scontrino con mani che partono sopra, in modo da poterli eliminare abbastanza agevolmente.

Durante il post bolla e tutto il periodo che porta al tavolo finale, è necessario tornare al gioco dei livelli precedenti in cui non ci prendevamo particolari rischi. Dilapidare uno stack che, se siamo stati bravi, abbiamo costruito durante la bolla, sarebbe un delitto, anche perché il nostro obiettivo è sempre e comunque la vittoria, per cui uscire a questo punto sarebbe davvero un peccato. Inoltre i premi importanti sono solitamente distribuiti ai primi 4/5 giocatori, per cui dobbiamo faticare ancora un po' per raggiungere il nostro sogno. Non inventiamoci nulla, giochiamo con linearità senza azzardare come abbiamo fatto in bolla, chiudiamoci leggermente ma senza paura, più o meno come abbiamo fatto dal quarto livello in poi.

Se riusciamo a raggiungere il tavolo finale, beh, è risaputo che in questo momento le carte la fanno solitamente da padrone, bisogna incrociare le dita e massimizzare le mani che ci vengono offerte dal dealer. Importante non commettere errori più che imporre il nostro gioco. Ci saranno moltissimi all in pre flop, cerchiamo di valutare con cautela ed attenzione quali possono essere le mani che possono dare una rimpolpata al nostro stack e quali invece ci potrebbero regalare un'angusta mazzata.

Ultimo atto, l'heads up. Il testa a testa è un torneo a parte e qui dobbiamo tornare ad essere piuttosto aggressivi. Solitamente l'heads up viene vinto dai giocatori più aggressivi. Entriamo in tante mani, se il nostro avversario è molto insicuro, tight, folda facilmente, mettiamolo sempre sotto pressione, prima o poi commetterà un errore e ci regalerà tutte le sue chips. Questo è garantito. Apriamo spesso da bottone, almeno due volte su tre, a prescindere dalla mano che abbiamo, se il nostro avversario si abituerà ad adeguarsi e a limitarsi al call, avremo fatto già un passo in avanti e la vittoria non sarà una chimera e potremo sollevare il nostro trofeo per lo gioia nostra e dei nostri cari.

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