Poker, forte espansione nell'Europa dell'Est

I grandi numeri e lo share altissimo dello Eureka Poker Tour e le performance dei giocatori alle WSOP lo dimostrano ampiamente. Lo scorso luglio, il Main Event dello Eureka Poker Tour che si è svolto in Bulgaria ha coinvolto ben 407 giocatori, record assoluto per questo evento che, in precedenza, al massimo era riuscito ad arrivare a 307 iscritti. Un evento al quale hanno partecipato principalmente i professionisti dei paesi dell'Est Europa: Bulgaria, Russia, Ucraina, Romania, Serbia, Croazia e Macedonia.

Una zona in costante crescita, quindi, segnale evidente di quello che potrebbe essere un nuovo periodo di espansione per il poker, stavolta spostato più verso est. I giocatori di poker provenienti dalla parte più orientale del Vecchio Continente si sono fatti valere anche alle World Series of Poker 2013. Il bulgaro Simeon Naydenov, l'ungherese Norbrt Szecsi e il russo Vladimir Shchemelev hanno tutti vinto un braccialetto. Perdipiu', ben 18 giocatori di quella zona dell'Europa sono riusciti ad arrivare al final table di un evento. Il successo dei giocatori dell'Est Europa alle WSOP è stato messo un po' in ombra dalle performance stellari dei canadesi, oltre che dalla vittoria di ben tre donne in altrettanti tornei.

Nonostante ciò, la dimostrazione di forza di questi giocatori ha reso noto al grande pubblico che da quelle parti con il poker non si scherza e che il movimento continua a crescere. Anche la penultima tappa dello Eureka Poker Tour, che si è giocata in Croazia, è un indicatore del potenziale boom del poker in quella zona. Il Main Event, che si è tenuto a maggio a Dubrovnik, ha visto la presenza di 283 giocatori, per la vittoria dell'ungherese Achilles Bozso: si tratta di oltre 100 giocatori in più rispetto all'ultimo Eureka Poker Tour disputatosi in Croazia nell'aprile 2012.

Sembrano dunque maturi i tempi per una definitiva esplosione del poker nell'Est Europa; anche se le economie di quella nazione non stanno più crescendo a quel ritmo che avevano prima della crisi mondiale, molti paesi sembra che stiano recuperando abbastanza in fretta. Sembra dunque che se nelle zone di gioco classiche i dati si stiano relativamente stabilizzano, le ex nazioni comuniste lo hanno scoperto relativamente da poco. E chi può dirlo, forse un giorno la nuova frontiera del poker sarà proprio in uno di quei paesi.

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