Quando l'azzardo diventa dipendenza

Purtroppo negli ultimi anni si è sempre più verificata una insidiosa patologia: quella derivante dal gioco d’azzardo. Se un tempo il fenomeno era circoscritto in particolare ai casinò ed eventualmente a qualche videopoker da bar, con l’esplosione del fenomeno gambling, ossia i giochi d’azzardo online, il contesto ha preso tutt’altra piega e soprattutto dimensioni. In questo modo qualsiasi maggiorenne in possesso di una carta di credito o più banalmente di una carta ricaricabile come può essere la Paypal o Postepay, può facilmente registrarsi a una delle moltissime piattaforme e puntare. E puntare. E puntare, fino anche a bruciare forti somme di denaro in poco tempo. Cosa fare? Il problema c’è. Basta seguire un po’ di cronaca locale per vedere come questa brama di ricchezza via azzardo colpisca due fasce in particolare: giovani e anziani, guarda a caso le due categorie che stanno più patendo la crisi economica. Ma c’è anche il problema dei minori.

Recentemente è stata lanciata un’iniziativa congiunta dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato in collaborazione con la Polizia di Stato e con il patrocinio del Dipartimento della Gioventù e il supporto tecnologico di Google/YouTube e di Skuola.net. È il progetto educativo “Gioco on-line: rischi e pericoli”, per sottolineare il rischi e l’illegalità del gioco d’azzardo per i minori, esteso anche a tutte quelle forme di gioco che prevedono vincite in denaro. Un’azione rivolta in particolar modo a sensibilizzazione sui rischi e pericoli che derivano da un accesso irresponsabile o improprio al gioco online. Proprio grazie a un sondaggio realizzato da Skuola.net su un campione di oltre 700 studenti, è emerso un dato alquanto allarmante: almeno il 68 per cento dei minori sentiti al riguardo, ha giocato almeno una volta via web.

Un dato però che deve far riflettere e che ha conseguentemente portato l’AAMS ad agire di conseguenza, è il fatto che il 40 per cento di loro era sicuro che il gioco d’azzardo online non fosse vietato ai minori. Oltre a un programma di incontri partito quest’anno, le scuole avranno anche la possibilità partecipare a un concorso a premi nel quale gli studenti sono chiamati a realizzare un video che esprima al meglio l’idea che i giovani hanno sul gioco responsabile e sul divieto previsto per i minori.

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